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venerdì 1 novembre 2013

RECENSIONE: Il Seggio Vacante (J.K.Rowling)


NARRATIVA - Settembre 2012

La storia si svolge in una normalissima cittadina inglese chiamata Pagford. In questo teatrino si susseguono molti personaggi, che si muovono tra case eleganti e prati curati, tra un’antica abbazia e le piazze lastricate di ciottoli.
Sotto a questa idilliaca visione della campagna inglese si celano odi e risentimenti, razzismo, ipocrisia e tradimenti. I figli si scagliano contro i genitori, le mogli contro i mariti, poveri contro ricchi, stranieri contro nativi bigotti.
La finta pace di paese viene scossa dalla morte improvvisa di Barry Fairbrother, consigliere comunale molto amato. Inizia così una lotta interna per sostituire il vuoto venutosi a creare. Si evidenziano così fazioni contrapposte, e in quella di maggioranza si nota un dittatore e una mafia di paese.
La Rowling ha voluto scrivere un nuovo romanzo, con un argomento tanto diverso dalla magia di Harry Potter. Si è lanciata in questa sfida, e credo abbia perso.
Dopo aver divorato la saga di Harry Potter, ho atteso a lungo di poter leggere qualcosa di nuovo da parte della stessa autrice. Sapevo di non dovermi aspettare magia e duelli col malvagio di turno, ma questo cambio repentino di rotta mi ha disorientato.
Tutte le mie speranze di viaggiare di nuovo nei libri di Joanne, si sono infrante contro una storia lenta, un discreto numero di personaggio mai e mal approfonditi e uno strano finale… che non fa concludere nulla.
L’egoismo dei personaggi rispecchia le nostre realtà, le vicende che si succedono possiamo trovarle nei nostri paesini, ma questa volta il romanzo non ha quella “magia” di un testo fluente.
Le scene sono troppo lunghe, e la storia inizia a scorrere solo dopo la metà del libro. Mi chiedo perché la Rowling abbia deciso di cimentarsi in un lavoro così crudo, cupo e dove muore l’unico personaggio positivo subito nelle prime pagine.
Non consiglio la lettura di questo libro, anche se adoro la saga del maghetto che ha consacrato la Rowling. C’è tanta attesa per il successivo libro della stessa scrittrice.
Saprà “Il Nido del Cuculo” riscattare Joanne dalla caduta avuta con il Seggio Vacante? Perché usare lo pseudonimo “Robert Galbraith” per il nuovo romanzo? Voleva forse vedere se valeva tanto quanto aveva dimostrato con Harry Potter? Il 4 novembre sapremo quanto vale la Rowling.
Voci di corridoio dicono che il libro in Inghilterra non ha avuto il successo sperato. Solo quando si è saputo dello pseudonimo e della reale identità della scrittrice, le vendite si sono impennate.
Ai posteri l’ardua sentenza. Altrimenti si potrebbe pensare che sono due le penne che hanno sfornato Potter e il Seggio.

2 commenti:

  1. Forse la Rowling voleva sfidarsi su un altro terreno, lontano da Harry Potter. Il suo successo è stato talmente planetario, da rischiare di vincolarla per sempre al giovane mago. Vedremo con Il nido del cuculo, sono curiosissima!

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  2. Anche io! Ho resistito fin'ora a comprarlo, però devo assolutamente vedere se il nuovo romanzo è più simile al Seggio o a Harry! Ho solo paura che il successo planetario data da Potter porti i lettori a comprare gli altri della Rowling, anche se questi sono più scadenti.

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