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domenica 3 novembre 2013

RECENSIONE: Voglio fare lo scrittore (Davide Musso)


Questo piccolo libercolo raggruppa dieci interviste a esperti del settore editoriale. Musso ha scelto alcune grandi case editrici, alcune agenzie letterarie e ha chiesto ai vari editor e agenti di parlare del loro lavoro.
Le risposte alle stesse domande sono state molteplici. Alcune case editrici preferiscono ricevere proposte di esordienti dalle loro agenzie letterarie di fiducia, altri pescano dai manoscritti pervenuti per posta, altri aspettano che gli esordienti pubblichino con una piccola casa editrice e, se il successo arriva, si fiondano a “rubare” il nuovo scrittore per sé.
I consigli degli intervistati sono tanti e spesso diversi. Alcuni leggono tutto ciò che arriva, altri hanno dei lettori esterni, altri dicono che è impossibile riuscire a vedere tutto e a fare una scrematura.
Sembra che pubblicare con un editore sia affidato al caso, o alle conoscenze e raccomandazioni. Quello che forse emerge maggiormente, è che gli esordienti dovrebbero interessarsi all’editoria e conoscere scrittori e responsabili del settore. Con una buona rete di conoscenze si può instaurare un legame con chi lavora nel settore. Le raccomandazioni servono in alcune case editrici (soprattutto di grandi dimensioni), altre inorridiscono al solo sentire questa parola.
Un consiglio comune è di interessarsi alle linee guida delle varie case editoriali, cercando di mandare il proprio manoscritto a quelle che potrebbero essere interessate all’argomento e con quel tipo di pubblico.
Spesso la grande editoria prevale sui piccoli gruppi e le piccole librerie indipendenti. La grande distribuzione sta distruggendo quel piccolo sottobosco che una volta diffondeva la linfa della cultura in ogni città.
Oggi ci sono solo grandi librerie in centro e in tutto il territorio stanno morendo librerie specializzate e piccoli e medie editori.
Spesso emerge il consiglio di iniziare dai piccoli editori, perché l’esordiente è più seguito, instaura un rapporto di fiducia molto più forte e ha la possibilità di crescere per raggiungere i grandi editori.
Bisogna sempre far attenzione alle frodi, facendo attenzione all’editoria a pagamento. Questa piaga si sta diffondendo a macchia d’olio, alimentata da tanti autori che vogliono per forza vedere stampato il loro capolavoro.
Bisogna però fare tesoro di consigli e critiche, per crescere nell’ambito letterario e per ampliare la mente a nuove proposte e ispirazioni. Non dobbiamo seguire la corrente, e scrivere quello che il pubblico cerca. Dobbiamo scrivere per noi, e trovare il giusto canale per portare la nostra storia alla luce.
In un mondo dove spopolano i best seller, i gialli e i noir, dobbiamo attivarci per cercare chi potrà darci fiducia, chi crederà in noi.
Non dobbiamo cercare per forza la novità e l’originalità. Pur rientrando in un genere letterario, dobbiamo essere noi stessi, e proporre un manoscritto ben curato, e con un’ottima grammatica.
I corsi di scrittura possono aiutare a migliorarsi, a sentire pareri nuovi rispetto al fidanzato che legge i nostri elaborati, a superare alcune nostre barriere e a colmare lacune a noi invisibili.
Leggere ad alta voce, far leggere i nostri scritti e mettersi in gioco, potranno farci capire se la nostra passione è vera, è solo una moda o se non siamo per niente tagliati a fare gli scrittori.
“Voglio fare lo scrittore” è un’interessante viaggio nell’editoria, tra i suoi responsabili e le loro mille idee.

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