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mercoledì 12 febbraio 2014

RECENSIONE: La favola di un sogno (Romano Battaglia)


TRAMA:
Nazareno è un uomo solitario che vive in mezzo alle montagne. Filosofo e poeta, cercatore di sogni e guaritore, sa confezionare filtri magici e pozioni curative secondo ricette che trova nelle pagine di un volume ereditato dal bisnonno paterno vissuto a lungo tra gli Indiani d’America. Come questo popolo antico Nazareno ama la natura, come gli sciamani e i guaritori delle foreste conosce le proprietà curative delle erbe, prepara gli incensi da bruciare quando, facendo ruotare una ciotola piena di sassi di fiume, va alla ricerca di sogni per gli abitanti di Pieve di Vento. Le arti della magia gli sono familiari così come il linguaggio e i segreti degli animali e delle piante. Tutto per lui sembra poter divenire possibile. Con la sua fede, e seguendo la via indicatagli dal sapiente capo indiano Alce Nero, riesce a guarire la donna che ama trasformandone in maniera inattesa la vita.È una storia d’amore, quella di Nazareno e Marta, simile a un vento leggero che si leva dal bosco a primavera: ci sfiora dolcemente e, lasciando il fresco ricordo del suo passaggio, ci aiuta a ripensare ai sentimenti profondi dell’amore, alle emozioni, alla bellezza della vita, al respiro del creato e a ritrovarli in una piccola foglia, in un filo d’erba, in un cielo stellato.
La favola di un sogno in cui avviene questo miracolo rappresenta la strada per recuperare alla luce quei frammenti dell’anima che, nel lungo cammino della nostra esistenza, si tingono di scuro.
La magia della natura e la potenza della spiritualità sono chiavi sempreverdi d’accesso alla speranza.


Libro diverso e molto tenero, forse con troppe sviolinate dolciastre quando il protagonista spiega la natura e le credenze degli indiani d'America. Nazareno è una mosca bianca, in questo mondo ingrato e crudele. Ama il suo bosco e tutti gli animali del creato. Incontra l'amore, assapora la felicità della natura, discorre con gli alberi, e incappa nell'incomprensibile invidia dell'uomo.
Sacrificherà tutto per la sua amata Marta, lasciando un sapore amaro sul finale. Avrei preferito altre parole, altre avventure. E' irreale poter vivere in una casetta sperduta nella foresta, comunicando con ogni essere vivente, curando chiunque con erbe e sogni, e riuscire a farlo fino alla fine. Nazareno si unisce e rimane nella sua amata natura, immortale simbolo di purezza e magia.
Un grazie alla gara letteraria che mi fa scoprire libri nascosti, che probabilmente non avrei mai letto. E' una storia strana ma piacevole, in alcune parti scorrevole e in altre ferma. I riferimenti agli indiani, ai loro riti e alle loro credenze e conoscenze, sembra a volte fuori luogo. Ma quest'elemento si incastra bene nella vicenda.

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