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giovedì 6 febbraio 2014

RECENSIONE: La traccia dell'angelo


Comunico a tutto il mondo di aver letto, per la prima volta in tutta la mia vita, un libro della Sellerio editore. Non mi hanno mai attratto quelle copertine tutte uguali, quelle trame strane, da libri troppo ricercati e quasi incomprensibili ai mortali.

Premetto che questa storia non ha riscosso successo e il mio voto sarebbe basso. La scrittura non è fluida ma frammentata, dove parlati, idee e azioni sono mischiati senza punteggiatura, attaccati nella stessa frasi. Non posso leggere un libro da interpretare ad ogni paragrafo.

Trama:
24 dicembre 1955, nella casa dei nonni, odorosa di bosco tra candele e torroni, Morfeo aspetta solo di scartare i regali. Poi improvviso l’incidente, una persiana lo colpisce alla testa. E subito l’ospedale, il risveglio, la ricerca di una cura. Un romanzo popolato di camici bianchi, illuminato da angeli inattesi in costante equilibrio tra reale e surreale e in cui il lettore ritrova il sorriso graffiante e visionario di Benni.

Angeli caduti che parlano e aiutano gli umani, un protagonista drogato di medicine, depressione incurabile e avventure senza senso.
Un libro da non leggere, da non mettere sul proprio scaffale. L'idea che avevo della produzione Sellerio ha avuto conferma in questo piccolo assaggio.

PER ME E' UN NO !!!

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