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giovedì 10 settembre 2015

Mini-RECENSIONE: Sant'Anna di Stazzema, storia di una strage (Paolo Pezzino)


Titolo: Sant'Anna di Stazzema
Autore: Paolo Pezzino
Editore: Il Mulino
Pagine: 155 p.
Prezzo: 12,00 €
Uscita: 2008


Trama:
Quello perpetrato il 12 agosto 1944 a Sant'Anna di Stazzema, minuscolo paese della montagna lucchese, è il maggiore eccidio di civili compiuto dai nazisti in Italia dopo quello di Monte Sole. La strage di Sant'Anna è riemersa prepotentemente all'attenzione della cronaca con il processo celebrato a La Spezia nel 2005, e poi ancora con l'uscita del film di Spike Lee "Miracolo a Sant'Anna" e le vivaci polemiche che ne sono seguite. Paolo Pezzino, storico delle stragi tedesche e consulente della Procura militare per il processo, sulla base di una conoscenza approfondita e puntuale dei fatti, racconta in questo breve libro l'intera storia della strage: in che contesto maturò, chi furono i protagonisti, carnefici e vittime, come si svolse, come non si fece giustizia nel dopoguerra e come la si è fatta a La Spezia, la sempre riaffiorante controversia circa le eventuali responsabilità dei partigiani, che ancora riesce a dar fuoco alla polemica attorno ai morti di Sant'Anna.



Recensione:
Separiamo la finzione dalla realtà: è il consiglio che Paolo Pezzino impartisce nel suo saggio Sant’Anna di Stazzema, sottotitolo Storia di una strage (collana Intersezioni dell’editrice il Mulino). La realtà è che in quella località della Versilia attorno ala metà di agosto del 1944 reparti delle SS e della Wehrmacht avevano sterminato centinaia di persone, esercitato violenze e incendiato abitazioni.
Ci sono state polemiche sul film Miracolo a Sant’Anna, del regista americano Spike Lee, il cui valore si limita a raccontare cinematograficamente la vicenda, senza fare storiografia.
Molti si sono risentiti per l’episodio, inserito nella pellicola, di un partigiano che, per vendicarsi di un suo capo, aveva condotto a Sant’Anna i tedeschi per dare una lezione a chi proteggeva i ribelli.
Hanno protestato i congiunti delle vittime e le associazioni della Resistenza, anche perché di tradimenti di partigiani non si era parlato nel processo, celebratosi nel 2005, contro i responsabili, ritenuti colpevoli e condannati all’ergastolo.
Pezzino contesta la falsità della pretesa delazione e racconta gli avvenimenti con rigore documentario. In quell’angolo della Versilia i tedeschi applicarono una prassi sperimentata in altri paesi occupati: lo sterminio come monito contro eventuali tentazioni di aiuto ai partigiani.
A Sant’Anna di Stazzema si consumò la seconda strage, per numero di civili (circa dai 310 ai 560), fra le circa settecento che si verificarono in Italia.
La validità del libro di Pezzino, docente di storia contemporanea all’università di Pisa e autore di altri saggi, sta nel rispetto dei fatti accertati e nella mancanza di enfasi nel raccontarli, anche se è sottesa l’umana partecipazione alle sofferenze delle vittime innocenti.
Pezzino denuncia un atteggiamento che ha alimentato l’amarezza dei superstiti e dei parenti delle vittime per la giustizia negata, al di là dal riconoscimento del sacrificio di tanti innocenti.


Questo libro rientra nella Bookish Advisor 2015 Reading Challenge come: Un saggio.


L'Autore:
Paolo Pezzino è nato a Pescara nel 1948, ed è uno storico e accademico italiano.
Titolare della cattedra di Storia contemporanea relativo al corso di laurea in Storia nel corso triennale e del corso di laurea in Storia e Civiltà per la specialistica all'Università di Pisa. Risulta essere anche socio fondatore della Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (SISSCO), membro del comitato di direzione della rivista "Passato e presente", editorial advisor della rivista "Modern Italy. Journal of the Association for the Study of Modern Italy", presidente del comitato scientifico del Museo audiovisivo della Resistenza. È stato anche direttore del Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea della stessa Università di Pisa dal 2000 al 2003 e anche prorettore per i rapporti con il territorio dell'Università di Pisa dal 2003 al 2006.

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