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mercoledì 4 novembre 2015

RECENSIONE: La vita notturna degli alberi (Bhajju Shyam-Ram S. Urveti-Durga Bai)

 “Un gioiello d'arte, un libro per chi ama
le cose belle che curano l'anima”
 


Titolo: La vita notturna degli alberi
Autori: Bhajju Shyam-Ram S. Urveti-Durga Bai
Editore: Salani
Pagine: 36 p.
Prezzo: 24,90 €
Uscita: 4 Dicembre 2014 


Trama:
L'albero del Peepul, che ha la stessa forma delle sue foglie. Il sacro albero del Dumar, che serve per fabbricare baldacchini. L'albero che si veste di piume fiammeggianti alla danza del pavone. L'albero della musica. L'albero delle Dodici Corna... Ogni notte, quando finalmente il lavoro di questi alberi maestosi giunge al termine, inizia la vita segreta degli spiriti che li abitano. Le loro storie profonde e senza tempo sono dipinte e raccontate da Bhajju Shyam, Durga Bai e Ram Singh Urveti, tre artisti contemporanei della tradizione Gond (India centrale). Le immagini sono stampate in serigrafia tradizionale su carta seta. Se "L'uomo che piantava gli alberi" di Jean Giono è il manifesto del rapporto dell'uomo occidentale con la natura, "La vita notturna degli alberi" racchiude tutto lo spirito dell'India, quello sguardo così pacato e armonioso che mette sullo stesso piano l'uomo, il cosmo e la divinità


Recensione:
Questo libretto dalla copertina blu è un piccolo scrigno di bellezza: i disegni che popolano le pagine mostrano alberi vivi, caratterizzati quasi come esseri pensanti, dai colori intensi e dalle forme sinuose.

Non c’è storia, non trama a legare le pagine, morbide e naturali, di questo volume. Ci sono piccoli aneddoti, leggende, racconti simbolici, come quello dello scoiattolo, che anela a cambiare la propria vita con quella di altri esseri viventi per poi infine accorgersi che, in fondo, è meglio tenersi la propria esistenza di scoiattolo. Un insegnamento semplice, ma mai scontato: essere felici di ciò che si è, perché in ogni vita, dopotutto, c’è qualche lato storto, e chi ci dice che non sia meglio la nostra?

E’ un piccolo gioiello da leggere a più riprese, da contemplare pian piano e con tutti i sensi: vista, tatto, olfatto, fantasia.


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