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giovedì 14 gennaio 2016

RECENSIONE: Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà (Luis Sepùlveda)


Titolo: Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà
Autore: Luis Sepùlveda
Editore: Guanda
Pagine: 97 p.
Prezzo: 10,00 Euro
Anno: 2015


Trama:
È dura per un cane lupo vivere alla catena, nel rimpianto della felice libertà conosciuta da cucciolo e nella nostalgia per tutto quel che ha perduto. Uomini spregevoli lo hanno separato dal suo compagno Aukaman, il bambino indio che è stato per lui come un fratello. Per un cane cresciuto insieme ai mapuche, la Gente della Terra, è odioso il comportamento di chi non rispetta la natura e tutte le sue creature. Ora la sua missione - quella che gli hanno assegnato gli uomini del branco - è dare la caccia a un misterioso fuggitivo, che si nasconde al di là del fiume. Dove lo porterà la caccia? Il destino è scritto nel nome, e questo cane ha un nome importante, che significa fedeltà: alla vita che non si può mai tradire e anche ai legami d'affetto che il tempo non può spezzare.


Recensione:
Questo libro l'ho letto con tutto lo slancio del momento, dopo aver scoperto che Sepùlveda mi piaceva un sacco. E' un racconto molto breve, che si può leggere in poche ora, ma questa volta il finale non mi è piaciuto per nulla, pur essendo funzionale al messaggio che l'autore vuole fare arrivare ai lettori.
La storia è dolcissima. Conosciamo il cane protagonista in molte sfaccettature: da piccolo con gli animali, da giovane con gli umani che l'hanno accudito, da adulto con i cacciatori cattivi.
Ogni periodo di vita ha i suoi alti e bassi, i suoi momenti, i suoi ricordi.
E' reso bene il significato di fedeltà, grazie alla scrittura fluida e alla buona caratterizzazione dei personaggi.
Bel libro, per tutte le età.



L'Autore:
Scrittore cileno. Militante di Unità popolare, fu costretto a lasciare il paese in seguito al colpo di stato che mise fine al governo di Allende. Il suo impegno di militante ecologista lo ha spinto a partecipare a diverse missioni dell’organizzazione ambientalista «Greenpeace». Ha  esordito nella narrativa con la raccolta di racconti Cronache di Pietro Nessuno (1969), cui sono seguiti Le paure, le vite, le morti e altre allucinazioni (1986) e Taccuino di viaggi (1987). Si è imposto definitivamente con il romanzo Il vecchio che leggeva romanzi d’amore (1989), cui hanno fatto seguito Il mondo alla fine del mondo (1989), Un nome da torero (1994), storia di spionaggio ambientata fra la Patagonia e la Germania, La frontiera scomparsa (1994), l’originale libro di viaggi Patagonia Express (1995) e la favola-parabola Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (1996).
Il piacere di narrare e l’impegno politico e ambientalista s’intrecciano nelle opere successive: Incontro d’amore in un paese in guerra (1997), Diario di un killer sentimentale (1998), Cronache dal cono sud (2006), che dall’opposizione di principio a qualunque guerra estrae una riflessione amara e lucida sui primi anni del millennio e il libro di racconti La lampada di Aladino (2008).
Tra gli ultimi romanzi ricordiamo: Ritratto di gruppo con assenza (2010), Ultime notizie dal sud (2011), Tutti i racconti (2012), Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico (2012), Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza (2013) e L'avventurosa storia dell'uzbeko muto (2015), Storia di un cane e del bambino a cui insegnò la fedeltà (2015). L'editore italiano di riferimento di Luis Sepúlveda è Guanda.

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