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sabato 23 gennaio 2016

RECENSIONE: Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza (Luis Sepùlveda)


Titolo: Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza
Autore: Luis Sepùlveda
Editore: Guanda
Pagine: 95 p.
Prezzo: 10,00 Euro
Anno: 2013


Trama:
Le lumache che vivono nel prato chiamato Paese del Dente di Leone, sotto la frondosa pianta del calicanto, sono abituate a condurre una vita lenta e silenziosa, a nascondersi dallo sguardo avido degli altri animali, e a chiamarsi tra loro semplicemente "lumaca". Una di loro, però, trova ingiusto non avere un nome, e soprattutto è curiosa di scoprire le ragioni della lentezza. Per questo, nonostante la disapprovazione delle compagne, intraprende un viaggio che la porterà a conoscere un gufo malinconico e una saggia tartaruga, a comprendere il valore della memoria e la vera natura del coraggio, e a guidare le compagne in un'avventura ardita verso la libertà. 


Recensione:
Avventura, dolcezza, crescita, fiducia e nuovi orizzonti. Bellissimo per grandi e piccini. Questa è la più bella fiaba che ho letto per ora di Sepùlveda. La sua Gabbianella mi era piaciuta molto, ma queste pagine scorrono come il vento, anche se tutto qui gira intorno alla lentezza.
Lettura scorrevole, personaggi importanti, ottime caratterizzazioni, brevità intrisa di insegnamenti e grandi lezioni di vita.
Mi è piaciuto, molto. Questo libro lo consiglio, soprattutto per una lettura in famiglia, con i più piccini.


L'Autore:
Scrittore cileno. Militante di Unità popolare, fu costretto a lasciare il paese in seguito al colpo di stato che mise fine al governo di Allende. Il suo impegno di militante ecologista lo ha spinto a partecipare a diverse missioni dell’organizzazione ambientalista «Greenpeace». Ha  esordito nella narrativa con la raccolta di racconti Cronache di Pietro Nessuno (1969), cui sono seguiti Le paure, le vite, le morti e altre allucinazioni (1986) e Taccuino di viaggi (1987). Si è imposto definitivamente con il romanzo Il vecchio che leggeva romanzi d’amore (1989), cui hanno fatto seguito Il mondo alla fine del mondo (1989), Un nome da torero (1994), storia di spionaggio ambientata fra la Patagonia e la Germania, La frontiera scomparsa (1994), l’originale libro di viaggi Patagonia Express (1995) e la favola-parabola Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (1996).
Il piacere di narrare e l’impegno politico e ambientalista s’intrecciano nelle opere successive: Incontro d’amore in un paese in guerra (1997), Diario di un killer sentimentale (1998), Cronache dal cono sud (2006), che dall’opposizione di principio a qualunque guerra estrae una riflessione amara e lucida sui primi anni del millennio e il libro di racconti La lampada di Aladino (2008).
Tra gli ultimi romanzi ricordiamo: Ritratto di gruppo con assenza (2010), Ultime notizie dal sud (2011), Tutti i racconti (2012), Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico (2012), Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza (2013) e L'avventurosa storia dell'uzbeko muto (2015), Storia di un cane e del bambino a cui insegnò la fedeltà (2015). L'editore italiano di riferimento di Luis Sepúlveda è Guanda.

1 commento:

  1. Ho letto tutta la trilogia dell'amicizia e mi piacciono molto le storie di Sepùlveda!

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