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giovedì 23 gennaio 2014

RECENSIONE: La musica del silenzio (S. Bambarén)


Trama:
Antonio è cresciuto in un'isola dell'Oceano Pacifico, in armoniosa sintonia con la terra, gli alberi, il mare e i suoi abitanti, tra i quali si muove agile come un delfino. Questa intimità con la natura lo arricchisce interiormente, un carattere positivo e luminoso che lo guiderà nella vita e tra gli uomini: quando dovrà affrontare i suoi coetanei nella metropoli, quando combatterà a fianco dei ribelli in armi, quando conoscerà l'amore, quello vero. Spirito libero e indifferente ai beni materiali, diventerà un esempio per tutti. Finché, dopo una vita intensa e avventurosa, il richiamo di quell'isola in mezzo all'Oceano tornerà e sarà ancora più forte e viscerale.

Un racconto molto bello, anche se mi ha stregato di più "Il guardiano del faro". L'autore ci invita a fare un esame di coscienza....Siamo felici di come conduciamo la nostra vita? Siamo sicuri che di tutto quello che disponiamo ne abbiamo veramente bisogno? Una storia ricca di emozioni e di esempi significativi dai quali prendere spunto per cercare di raggiungere la tanto agognata felicità e il pieno senso di noi stessi, con l'aiuto del nostro cuore, sapendolo ascoltare giorno per giorno.

Sergio Bambarén ha raccontato la sua storia in questo nuovo e vibrante romanzo di formazione, chiamando a raccolta i suoi affezionati lettori che ameranno il protagonista «taciturno sentimentale».
Trovo alquanto improbabile che possano davvero esserci persone che riescono a vivere su un'isola come il piccolo protagonista della storia. Odio quello che la società frettolosa e stressante fa all'uomo, ma forse non apprezzerei appieno la solitudine e la splendida bellezza di un paradiso simile.

Siamo davvero sempre presi in questo vortice che è la quotidianità. Lavoro, impegni sociali, sport, telenovelas, hobbies; le ore del giorno ci sembrano sempre poche. Ma siamo sicuri che saremmo più felici con più tempo a disposizione? Probabilmente lo riempiremmo tutto, traboccante delirio di cose futili.
Impariamo, e mi ci metto anche io in prima persona, ad apprezzare il riposo, il silenzio (anche senza musica), il sonno ristoratore.
Non siamo più bravi o più belli se restiamo alzati fino alle 4 di mattina, o se beviamo fino a scordare chi siamo. Impariamo ad apprezzarci, ad amare noi stessi, prima di farlo con gli altri.
Tutto il resto verrà da sé. La serenità si legge negli occhi e nel cuore. Ma possono vederle solo quelli che ne hanno la volontà.

4 commenti:

  1. Qualche tempo fa lo cercavo ma non l'avevo trovato :( speriamo di riuscirci ora XD

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    Risposte
    1. E' già il secondo che leggo di Bambarén! Sto pensando di farli passare tutti... Santa Biblioteca! :)

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  2. Questo mi manca di Bambarén! Devo assolutamente rimediare ;)
    Grazie mille per la recensione :)

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