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lunedì 20 aprile 2015

PUBBLICITA' Gargoyle: La sentinella (Claudio Vergnani)

GARGOYLE presenta



LA SENTINELLA
L’ultimo, conturbante, romanzo di
CLAUDIO VERGNANI
(462 pag., € 18,00 - da Aprile 2015 in libreria)


ANCHE UN MONDO PACIFICO
E TRABOCCANTE DI BONTÀ
HA LE SUE CONTROINDICAZIONI

In un futuro prossimo, il mondo è governato dal Nuovo Papato che ha dovuto prendersene carico – non senza qualche ritrosia – a causa dellannunciata débâcle dell’unione mondiale dei Paesi Nazione. La Chiesa Cattolica è tornata a essere il riferimento principale degli uomini, riaccostandoli a un ideale di giustizia, libertà e bellezza interiore. La spiritualità e la cura dell’intelletto – fino ad ora appannaggio di pochi – sono state incentivate e rese finalmente accessibili a tutti.
Armonia, entusiasmo, affratellamento e pace nel nome della religione non sono, però, a tempo determinato: nellarco di un paio di generazioni, infatti, il mondo pullula di poeti, artisti, pensatori e creativi informatici, ma, nel contempo, scarseggia di persone idonee a guidare una fabbrica, un ufficio o un’attività commerciale, tantomeno a riparare un elettrodomestico. Né esistono più forze di polizia ed eserciti, eredità di un evo arcaico e brutale soltanto da dimenticare. Da un lato, la disabitudine della gente a provvedere alle necessità quotidiane di ogni tipo, dall’altro, linesorabile decadenza delle infrastrutture assieme alla caterva di armi chimiche, accumulatesi in seguito a conflitti – più o meno segreti – di epoche passate, portano a carestie di dimensioni bibliche. Di fronte a terremoti, tifoni ed esplosioni nucleari, sempre più frequenti perché senza più niente a contrastarli, lumanità si scopre impotente.
La Terra è sì un pianeta libero, ma privo di difese: le malattie falcidiano la popolazione mondiale, gli spazi vitali si riducono drasticamente così che i morti vengono seppelliti ovunque vi sia posto – nei campi, nelle strade, nei cortili, persino nelle stesse abitazioni. La fame, come neppure nelle ere più buie della Storia dellumanità, diventa il nuovo flagello, anticamera del cannibalismo. Il macabro fenomeno si manifesta dapprima attraverso furti isolati di cadaveri, poi con l’assalto ai cortei funebri e, infine, con lassassinio.
Ci sono, però, dei luoghi dove vige un minimo controllo e dove progressivamente si trasferiscono consistenti fasce di persone, sono i grandi cimiteri, sorvegliati da milizie private che – su incarico della Chiesa – devono scoraggiare principalmente la pratica del dissotterramento delle salme. Purtroppo tali milizie mostrano in breve tempo tutta la loro impreparazione e inadeguatezza al compito. In questo riesumato Medioevo Globale, il Papato decide, perciò, di istituire un nuovo corpo di difesa pubblica, duramente selezionato ed addestrato, che abbia il compito di pattugliare e proteggere le Città cimitero, reprimere il cannibalismo e collaborare con le Guardie Svizzere nella protezione del clero: l’Ordine delle Sentinelle...

Di scenari futuri distopici scaturiti da disastri naturali, da guerre totali e totalitarismi sono pieni gli scaffali (e le videoteche). Ci sono innumerevoli esempi illustri e meno illustri, recentissimi come anche vecchi di decenni.
Non volevo mettermi su questa scia.
Volevo inventare.
Volevo provare a proporre qualcosa che, sia nella trama sia nell’ambientazione sia nei personaggi, non avesse modelli preconfezionati. Il che sappiamo non essere garanzia di qualità, ma intanto volevo che non ci fossero precedenti.
Volevo provare a scrivere un’avventura ambientata in un mondo ispirato al Bene e alla spiritualità ma che, sfinito e svuotato da tutto ciò che sta sfinendo e svuotando noi ora, non fosse più in grado di provvedere nel concreto al benessere e alla sopravvivenza della propria gente. Volevo descrivere non più – come è quasi tradizione nella sci-fi e in certo horror urbano – le conseguenze del Male, ma quelle, non meno terribili, che può avere il Bene, quando non è sostenuto da una solida presa di coscienza e dalla necessaria organizzazione.

(Claudio Vergnani su La Sentinella)


Nel suo ultimo romanzo, Vergnani ci spiazza ancora ipotizzando un mondo all’insegna di uguaglianza e spiritualità, un ideal-mondo, se non proprio un paradiso, che però finisce con il mostrare più di una crepa, dando all’autore modenese l’ennesimo pretesto per rielaborare come mai prima i tòpoi dell’horror e per gettare strali rivolti ai destinatari più diversi (il silenzio di Dio che permette l’ingiustizia, l’ipocrisia di un certo clero, la millanteria e l’inconcludenza di certo politico, la spietatezza di certi addestramenti militari e l’ambiguità che si cela dietro ogni selezione).
Ne La Sentinella i problemi derivano da una società benevola ma inetta: il motore della narrazione non è rappresentato, infatti, da un manipolo di malvagi che godono nell’opprimere i loro simili bensì da quelle che l’autore definisce “le conseguenze del Bene”, che possono risultare devastanti in egual misura di quelle del Male, se non si è capaci di indirizzare e gestire tale Bene, o se esso si basa unicamente sulla fallace convinzione che l’essere umano, se liberato dai suoi vizi più insidiosi (egoismo, ignoranza, accidia, diffidenza, aggressività), sia in grado di vivere rettamente e in autonomia.
Le cose, invece, possono migliorare solo nell’ottica di un progresso complessivo, ma non è detto che questa eventualità sia facile, e soprattutto non bastano le buone intenzioni. Anzi, a volte risultano disastrose. È in tale cornice concettuale che si colloca La Sentinella, un romanzo indefinibile, a metà tra distopia evangelica e parabola horror, su cui torreggia un pregnante interrogativo etico, ovvero “se ognuno di noi appagasse unicamente la sua parte spirituale, il mondo volgerebbe davvero al Bene?”
Misurarsi con la visionarietà cupamente vertiginosa di Vergnani è una valida occasione per misurarsi con il senso di quella letteratura che ricorre alla gabbia di genere per descrivere criticamente la realtà e per rimettere l’uomo e la sua interiorità al centro di tutto, non sfuggendo, nel contempo, di meditare sulle grandi questioni morali dell’esistenza individuale. Vergnani recepisce appieno le potenzialità metaforica dell’horror attraverso una cifra tutta sua, mix esilarante di alto e basso, con qualcosa di bukowskiano in salsa pulp, che non manca mai di impudenza e ironia, a tratti caustica.

Da La Sentinella:
Il liquore si rivelò una mezza via tra acido di batteria e cherosene, con un retrogusto fruttato di alcol denaturato. Rimasi a bocca aperta. Se avessi avuto una sigaretta accesa tra le labbra avrei fatto sembrare le sfuriate fiammeggianti di un dragone niente più che i bruciori di stomaco di un gastritico. Leah rimase immobile, come se la trachea le si fosse sciolta, poi iniziò a lacrimare silenziosamente. [...] Il nonnone avrebbe potuto tracannare un bidone di avio per poi sciacquarsi la bocca con la trielina, per cui non mi sorpresi vedendolo inghiottire la terrificante mistura come fosse acqua fresca. Ma chi mi stupì fu il Papa, che bevve sì a piccoli sorsi, ma senza mai fermarsi, e e finendo il suo bicchiere senza dare mostra di alcun disagio.


Scrittore armato di una cultura solidissima nella sua suggestiva anarchia – dai classici dell’antichità ad Ariosto e Shakespeare, fino a Landolfi e ai noiristi transalpini –, Claudio Vergnani (Modena 1961) irrompe nel panorama di genere italiano nel 2009 con Il 18° vampiro,suo sfolgorante esordio cui seguono Il 36° Giusto, L'ora più buia e I Vivi, i Morti e gli Altri, tutti pubblicati da Gargoyle. È autore di Per ironia della morte (Nero Press 2013) e Lovecrafts Innsmouth(Dumwich 2015, versione ebook e in classifica horror Amazon).

Dei romanzi di Claudio Vergnani hanno detto:
Con i cannibali de La Sentinella, Vergnani completa un’ideale trilogia teratologica dopo vampiri e zombie, con immagini di straordinaria efficacia e un insieme originalissimo di trovate (dalla suorona cannibale ai vermi lestrigoni). Personaggi ottimamente costruiti e ritmo eccellente, ma anche il tempo giusto che ci vuole per entrare nel clima della storia. Un romanzo bellissimo.
Franco Pezzini

Vergnani ci ha proposto un romanzo che mostra alcuni personaggi poco stereotipati e spesso tratteggiati con una buona dose di sarcasmo. Si pensi al Papa Giovanni XXV, un simpatico sudamericano dal cicchetto facile, ottimo pretesto per qualche tirata irriverente […] C’è da credere che la visione di film come quelli di Quentin Tarantino abbia sortito qualche effetto anche sullo scrittore. […] Nel caso de La Sentinella forse non dovremmo parlare tecnicamente di horror, ma c’è da scommettere che gli appassionati del genere apprezzeranno la rappresentazione di un mondo in pieno disfacimento, pericoloso, sporco e puzzolente: descrizioni al limite dello splatter non appariranno noiose proprio perché inserite in un racconto dinamico, dove su tutto prevale la fuga per la sopravvivenza.
Lankelot

Con il suo stile diretto e coinvolgente, privo di buonismi e luoghi comuni, Vergnani dimostra di essere davvero una delle punte di diamante del nostro horror.
Il Resto del Carlino

Vergnani è superlativo nel tenerci incollati alla pagina con un serrato incalzare di eventi e uno sfilare di personaggi principali e di contorno tutti ugualmente ben caratterizzati; così come è efficace nell’intessere una stimolante e non predicatoria riflessione esistenziale sotto l’apparato horror.
Mangialibri

Claudio Vergnani mostra una grande creatività nel modo in cui manipola gli elementi propri del genere: non soggiace a quasi nessuna delle convenzioni letterarie che a esso sono proprie e ricorre ampiamente alla contaminazione per dar vita a figure sui generis che suggeriscono una pagina nuova e assolutamente originale nella letteratura horror.
Italia Informazioni

venerdì 5 settembre 2014

RECENSIONE: Vita di Tara (Graham Joyce)


Titolo: Vita di Tara
Autore: Graham Joyce
Editore: Gargoyle
Collana: Extra
Dati: 03/07/2014, 362 p., brossura
Prezzo: 18,00 €

Trama:
Dopo il pranzo di Natale Peter Martin riceve una telefonata concitata dal padre che gli chiede di raggiungerlo subito perché qualcosa di sorprendente è accaduto alla loro famiglia. Al suo arrivo, Peter ritrova Tara, la sorella adolescente scomparsa misteriosamente vent'anni prima. Cosa le è accaduto? E dove è stata in questi lunghi anni? La storia di Tara ha dell'incredibile: ha conosciuto uno straniero nella foresta degli Outwoods ed è stata con lui per mesi in un... mondo parallelo. Per la sua famiglia è impossibile crederle, ovviamente, eppure il corpo di Tara non è invecchiato affatto nonostante siano passati vent'anni. L'unico che sembra essere dalla sua parte è il suo primo amore, Richie, ma un uomo misterioso la pedina tentando in tutti i modi d'impedirle di riavvicinarsi a lui. Spetterà allora allo psichiatra, il dottor Underwood, scoprire quali segreti nasconde la mente di Tara e riportare così ai Martin la ragazzina che avevano perduto.

Recensione:
Sappiate fin da subito che ho amato e bramato questo libro anche per la sua Cover.
La copertina è misteriosamente fantastica, con sfumature e una sconosciuta ragazzina sorridente e accattivante. E così mi è sembrata la trama.
Io divento matta se ci sono di mezzo elfi o simili. Questo fantasy ha quel tocco di mystery che lo fa essere diverso da ogni altro libro di genere.
In realtà di Fantasy c'è poco in questo racconto con più punti di vista; la vita di Tara lontano da amici e parenti è stata movimentata e fuori dalle righe. Non si scopre nulla fino all'ultimo, e non si capisce dove l'autore arriverà.
A far luce sul mistero dell'assenza ventennale di Tara, ci sono la sua famiglia e un'equipe medica. Tutti i personaggi, insieme al lettore stesso, indagano le sue parole, la sua psiche e il suo corpo per far luce sull'inspiegabile vicenda che ha quel qualcosa di fantastico. Ma quella ragazzina rimasta giovane è veramente Tara Martin?
I protagonisti si susseguono nei capitoli, descrivendo la storia dal loro punto di vista.
Tara racconta dove e come ha vissuto, lo psicologo scrive i suoi appunti delle sedute con la ragazza, il vecchio fidanzato di Tara ha una sua evoluzione con la scomparsa e il ritorno della giovane.
Non è semplice per nessuno credere alle storie della "paziente". Non esistono altri mondi, non dovrebbero esistere. E' tutto frutto della fantasia di una ragazzina?
Il romanzo scorre benissimo, i personaggi sono forti e molto caratterizzati. La struttura non segue i soliti canoni, dipanandosi in capitoli a seconda di chi narra la storia. E' una lettura estiva (ma quale estate? qui non è certo arrivata) molto leggera e spumeggiante.
Peccato che Tara non sembri proprio la ragazza sulla copertina, ma non mi importa. Anche se lei viene descritta in maniera diversa, per me quella biondina con l'abitino estivo è lei.
Unico rammarico: questo libro non è proprio un Fantasy classico.
Chi ama il genere può però trovarsi davanti a qualcosa di diverso dal solito. Chi odia il Fantasy, può apprezzare un mistero un po' thriller.
Consigliato! Leggetelo! Subito!

L'Autore
Graham Joyce è scrittore e insegnante. Con i suoi romanzi ha vinto numerosi premi, tra cui World Fantasy Award nel 2003, il British Fantasy Award (di cui è stato insignito per sei volte) e il Grand Prix de l'imaginaire. Nel 200 il suo Indigo è stato inserito nell'elenco dei New York Times Notable Books. Insegna scrittura creativa alla Nottinghm Trent University e vive a Leicester con la moglie e i due figli.


venerdì 29 agosto 2014

IN MY MAILBOX #14: Vita di Tara, I predatori oscuri, Tutta mia la città, Era un'altra stagione amore mio

In My Mailbox è la rubrica ideata da Kristi del blog The Story Siren,
e che io seguo su "Ombre Angeliche".
Consiste nel presentare i libri acquistati, regalati,
prestati o ricevuti dalle case editrici e gli autori.
 
Ciao a tutti,
torniamo (molto volentieri) a mostrarvi i miei nuovi libri arrivati (con mio sommo gaudio) nella mia strapiena libreria.
Credo che per smaltire un po' di libri userò davvero il metodo dell'estrazione a sorte.
 
 
VITA DI TARA (Graham Joyce)
Omaggio della casa editrice Gargoyle

TRAMA:
Dopo il pranzo di Natale Peter Martin riceve una telefonata concitata dal padre che gli chiede di raggiungerlo subito perché qualcosa di sorprendente è accaduto alla loro famiglia. Al suo arrivo, Peter ritrova Tara, la sorella adolescente scomparsa misteriosamente vent'anni prima. Cosa le è accaduto? E dove è stata in questi lunghi anni? La storia di Tara ha dell'incredibile: ha conosciuto uno straniero nella foresta degli Outwoods ed è stata con lui per mesi in un... mondo parallelo. Per la sua famiglia è impossibile crederle, ovviamente, eppure il corpo di Tara non è invecchiato affatto nonostante siano passati vent'anni. L'unico che sembra essere dalla sua parte è il suo primo amore, Richie, ma un uomo misterioso la pedina tentando in tutti i modi d'impedirle di riawicinarsi a lui. Spetterà allora allo psichiatra, il dottor Underwood, scoprire quali segreti nasconde la mente di Tara e riportare così ai Martin la ragazzina che avevano perduto.
 
I PREDATORI OSCURI (Julia Sienna) - The Dark Hunt #1
Omaggio della casa editrice Gainsworth

TRAMA:
In un mondo futuro, dove la Magia vive nascosta all'occhio di chi non sa scorgerla, il giovane Oron scopre di essere la preda di una caccia spietata. Un libro che unisce la vicenda personale del protagonista ai toni epici della tradizione Fantasy...
 
TUTTA MIA LA CITTA' (Carlotta Pistone)
Omaggio della casa editrice Piemme
 

TRAMA:
Quando sei al settimo cielo, neanche ti accorgi se è estate o inverno. Ma quando tutto pare andare storto, anche una metropoli ti sta stretta e l'inverno sembra lungo dodici mesi. Con una relazione finita alle spalle e mesi di equilibrismi sul lavoro da tipica trentenne precaria, Carlotta rientra di diritto nella seconda categoria. Per questo la vacanza a Ibiza con le amiche è il ricostituente miracoloso dei mesi di grigiore. Biglietto aereo, valigia pronta calibrata al grammo, taxi prenotato, occhiali da sole d'ordinanza, niente può ormai intromettersi tra lei e il mare... Niente. Tranne l'appartamento allagato la notte della partenza. Con gli abitanti del palazzo in subbuglio, per quanto possano esserlo degli ottuagenari, metà del suo appartamento (cioè una delle due stanze) senza corrente, l'acqua che scende dal soffitto, e il misterioso e irreperibile inquilino del piano di sopra, Carlotta si trova ad affrontare quella che in pieno agosto può diventare una tragedia senza fine. Mentre le amiche da Ibiza postano foto da sogno su Facebook, in attesa di partire Carlotta si aggira in una Milano deserta, ma non così tanto. Ci sono angoli da riscoprire, ristoranti da provare, negozietti insoliti. È più vera la città scremata dalla frenesia del lavoro. Così rarefatta, ha qualcosa di magico, perfino di romantico. E infatti si fanno incontri inaspettati, come l'ex fidanzato, Michele, rimasto anche lui in città...
 
ERA UN'ALTRA STAGIONE, AMORE MIO (Giovanni Pacchiano)
Omaggio della casa editrice Piemme

TRAMA:
A volte il grande amore cammina sotto il nostro sguardo disattento per anni, prima che lo riconosciamo. Altre, invece, basta un solo istante: una parola, uno sguardo, e la vita cambia il suo corso per sempre. Così accade a Lo, che dei suoi diciott'anni porta addosso tutta la vitalità e la sfrontatezza, nel gelido gennaio milanese del 1973, un momento caldo della contestazione studentesca. Nell'attimo in cui il suo sguardo si posa su Berto, giovane professore nel suo stesso liceo, che lo ricambia, tra loro nasce qualcosa di unico. Lo piace a troppi: è una "cattiva ragazza" e frequenta con spensieratezza per denaro, assieme a Vicki, l'amica del cuore, una lussuosa casa d'appuntamenti nel centro di Milano. Ma l'incontro con Berto le fa scoprire l'amore. Il sentimento che li travolge è forte, intenso, e però come trattenuto dalle troppe differenze e da oscuri segreti che si insinuano tra loro ogni giorno, allontanandoli sempre più. Perché capita di incontrare la persona giusta nel momento più sbagliato. Costretti a separarsi o, piuttosto, incapaci di combattere nel nome di quell'amore così vero, ma così fragile, le loro strade si dividono. Altre storie, matrimoni, città, altre stagioni li vedranno protagonisti, ma entrambi porteranno nel cuore una nota di rimpianto per quell'amore abbandonato agli albori, mai vissuto davvero. E solo dopo vent'anni troveranno il coraggio di provare a essere felici.
 
Questa volta ho proprio fatto il pieno! Ora devo mettermi sotto per leggere tutti questi bellissimi libri e recensirli! Perché si ha sempre fame di libri, e poi c'è sempre poco spazio!
Ringrazio ancora tutte le case editrici sopra citate, e ora LEGGERE...
 
VOI AVETE LETTO QUALCUNO
DI QUESTI LIBRI?
COME SONO?
 
 
 

giovedì 31 luglio 2014

LE PROPOSTE PER l'ESTATE 2014 DI GARGOYLE Editore

VITA DI TARA

British Fantasy Award 2012
 
vincitore del World Fantasy Award,
di 5 British Fantasy Awards,
di 2 Grand Prix de L’Imaginaire
 
EAN 978-88-98172-39-9
titolo originale Some Kind of Fairy Tale
Dati: 2012, 18 euro, pp. 362.
Traduzione di Benedetta Tavani

LE FAVOLE SONO MAPPE CHE AIUTANO
A SOPRAVVIVERE
 
 
In una cittadina dell’Inghilterra centrale, la sedicenne Tara Martin scompare improvvisamente. È uscita a fare una passeggiata negli Outwoods, l’antico e misterioso bosco vicino, e non è più rincasata. La mobilitazione per trovare la ragazza è enorme: famiglia, amici, conoscenti, forze dell’ordine (agenti di diverse stazioni limitrofe, unità cinofile e sommozzatori). Di Tara, però, non v’è traccia. La polizia accusa Richie Franklin, il fidanzato diciottenne, di averla uccisa in seguito a un diverbio, rilasciandolo poi per insufficienza di prove ma marchiandone per sempre il destino.
Parecchio tempo dopo, in una nevosa sera di Natale, Tara ritorna. La famiglia non crede ai propri occhi. Se nei genitori prevale la gioia e il sollievo, Peter, il fratello maggiore, è costernato: non riesce a dimenticare che la lunga assenza della sorella è stata fonte di un dolore indicibile e della rottura con Richie, il suo migliore amico e quasi un altro figlio per suo padre e sua madre. Ecco ora ripresentarsi Tara come se nulla fosse. Con indosso abiti fuori moda e un profumo di pioggia, vento, foglie, funghi, boccioli, la donna non sembra affatto invecchiata. E sì che sono passati vent’anni… ma Tara ha un’altra concezione del tempo e afferma di essere stata via soltanto sei mesi. Qualcosa evidentemente non quadra.
Dove è stata Tara per tutto questo tempo?
È stata rapita e plagiata da qualcuno?
E da chi?
Perché ciò che racconta è talmente singolare da spingere Peter a chiedere il supporto di uno psichiatra?


Cultore di scrittori come Joseph Sheridan Le Fanu e Lord Dunsany, nel cui solco rivendica di muoversi, Graham Joyce nutre unaltissima concezione dell’onirico e del magico, così come del folklore nordeuropeo, in particolare irlandese.
In sostanza troviamo la storia del rapporto tra un personaggio inchiodato a un tempo fermo e altri personaggi per cui il tempo, invece, continua a scorrere normalmente. L’elemento fantastico è rappresentato dalla convivenza di Tara – un essere umano – con gli elfi – creature dagli spiriti fluidi e dai corpi leggeri, dotate di abilità sovrannaturali come la levitazione, il poteri della mente e la manipolazione del tempo.
Come nella più classica delle favole, Tara ha seguito uno di loro, Hiero – il seduttore dal cavallo bianco che l’aveva adocchiata negli Outwoods restandone infatuato – arrivando in una sorta di comune dove vige un’assidua promiscuità e dove le tensioni tra gruppi si risolvono con combattimenti rituali. Ma ancor più che le caratteristiche di questo mondo-altro, nel romanzo di Joyce spiccano soprattutto le ragioni che portano Tara ad AVVICINARSI all’habitat favoloso, ALLONTANANDOSI dalla sua esistenza di sempre. Tara, infatti, è sempre stata diversa, “una che dava l’impressione di avere dei propositi che non erano di questo mondo, aspirazioni tutte sue, misteriose ed esoteriche” ed è per questo che ha accettato senza esitazioni di accompagnarsi a uno sconosciuto. Il fulcro del romanzo sta qui. Joyce scandaglia, attraverso la favola, la psicologia di coloro che vanno “fuori strada”, di coloro che avvertono in maniera crescente la difficoltà di piegarsi a norme e codici sociali non in sintonia con la loro natura.
Joyce ci regala, così, una splendida fiaba moderna dove non manca nulla: il tema dell’identità personale, il mistero del tempo, il rapporto tra passato e presente, il conflitto tra l’individuo e gli altri – siano essi la famiglia o la comunità d’appartenenza –, la fine della giovinezza, il rimpianto per le aspirazioni mancate, il cambiamento, la perdita.

Nato nel 1954 in un piccolo villaggio minerario appena fuori Coventry da una famiglia della classe operaia, Graham Joyce ha vinto premi prestigiosi come il World Fantasy Award nel 2003, il British Fantasy Award, il Grand Prix de l’Imaginaire, l’O Henry Award e l’Angus Award ed è tradotto in più di venti lingue. Dottore in letteratura inglese, attualmente insegna scrittura creativa alla Nottingham Trent University. Vive a Leicester con la moglie e i due figli. Tra i suoi romanzi Dark Sister, Requiem, The Tooth Fairy, Indigo,L’uomo dietro al vetro, Forse questa è la vita (Nord 2005, 2006),Memoirs of a Master Forger.
È il portiere titolare della Nazionale inglese degli Scrittori.


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Dopo
Sherlock Holmes contro Dracula
e
Lo strano caso del Dr Jekyll e Mr Holmes
torna finalmente
LOREN D. ESTLEMAN,
il Maestro della Riscrittura sherlockiana con
 
I PERICOLI DI SHERLOCK HOLMES

La prima raccolta di racconti sul Grande Detective scritta da un singolo autore a essere pubblicata, dopo Il taccuino di Sherlock Holmes di Sir Arthur Conan Doyle (1927)

EAN 978-88-98172-34-4
titolo originale The perils of Sherlock Holmes
Dati: 2012,16 euro, pp. 205.
Traduzione di Serena Maccotta

Testo approvato dall’associazione del patrimonio letterario di Arthur Conan Doyle








Di solito, quando uno scrittore spiega il suo interesse per Sherlock Holmes, comincia parlando di com’è stato il primo incontro con lui. Io non potrei farlo, poiché non riesco a ricordare un momento della mia vita in cui in qualche modo non lo conoscessi già. Nel ricco assortimento di immortali personaggi della letteratura, me ne vengono in mente solo quattro che siano riusciti a guadagnarsi una definizione nel dizionario. “Creare un Frankenstein”, essere definiti “un vero Jekyll e Hyde”, o chiamare qualcuno “Sherlock” non richiedono una spiegazione dettagliata, nemmeno tra i non madrelingua inglese.

Sherlock Holmes è un’icona del tutto indipendente, un’icona che supera ogni limite: classi sociali, generazioni, confini geografici.

Da “Nei panni di Holmes”.
Sherlock Holmes incontra il famoso esploratore Richard Francis Burton e lo aiuta a recuperare una pergamena rubata contenente i segreti delle piramidi; in un gelido fine Dicembre, il Nostro viene interpellato da un avido banchiere il cui sonno notturno è funestato da tre spettri; un tizio chiede l’assistenza del geniale investigatore poiché vittima di una macchinazione orchestrata da Fu Manchu, il principale trafficante di oppio cinese attivo a Londra; Holmes e Watson viaggiano nel West americano imbattendosi nello sceriffo Wyatt Earp e nel pistolero Doc Holliday, quest’ultimo in attesa di essere impiccato per un omicidio che non è sicuro di aver commesso, in quanto troppo ubriaco per ricordarlo; Holmes è alle prese con il complotto sinistro di un assassinio progettato per far precipitare l’Europa degli inizi del XIX secolo in guerra; un Watson, membro del gruppo di medici dell’ospedale San Porfirio di Battersea, all’avanguardia quanto al trattamento delle malattie mentali, trascina Sherlock Holmes nel caso di un paziente convinto di essere il diavolo; dietro alla collocazione circolare dei grossi megaliti di Stonehenge si cela una grande verità sulla civiltà umana che Holmes è chiamato a decodificare

Dalla penna di uno dei decani dell’apocrifìa sul Grande Detective, sette racconti in cui ritrovare appieno l’ingegnosità che ci si aspetta da un’autentica avventura sherlockiana, oltre che un’inconfondibile atmosfera vittoriana.

Al solito a Estleman non manca il gusto per il pastiche, ed ecco dunque il Nostro e il suo sodale John H. Watson (detentore, come di consueto, della prospettiva narrativa) confrontarsi con personaggi realmente esistiti (Wyatt Earp e Doc Holliday, Sir Richard Francis Burton) e no (le figure letterarie Fu Manchu, creata dallo scrittore Sax Rohmer, e il memorabile Ebenezer Scrooge dickensiano) in un potpourri frizzante suspense, humour e, talvolta, soprannaturale in omaggio al Doyle spiritista.
Ad arricchire la raccolta, una commedia breve che prende in giro con affetto sommo la figura dell’insostituibile Watson e tre saggi. Quello di apertura – d’incisiva classe – in cui l’autore sviscera i motivi che lo hanno portato a inventare nuovi casi sherlockiani; uno scritto sulla rappresentazione del dottor Watson nel cinema; e una dissertazione secondo cui l’Ombra, ossia quel lato oscuro che ciascun uomo porta dentro di sé, potrebbe avere le sembianze di Sherlock Holmes, personaggio che resta quanto mai complesso e sfaccettato.
Chiude un elenco di letture consigliate che ha il rischio di rendere un lettore casuale delle avventure di Sherlock Holmes in un vero e proprio fanatico.
 
Loren D. Estleman: nato nel 1952 ad Ann Arbor (Michigan), laureato in Letteratura inglese e Giornalismo e ha pubblicato più di 70 libri e centinaia di racconti e articoli, e può vantare traduzioni in 27 lingue. Considerato una vera e propria autorità nella western-fiction e nella detective-story, ha collezionato 17 vittorie e decine di nomination nei più importanti premi “di genere”, compreso il National Book Award e il Mystery Writers of America Edgar Allan Poe Award. Ha collaborato con The New York Times e il Washington Post. Profondo conoscitore del Canone holmesiano (tutte le opere di Arthur Conan Doyle con Sherlock Holmes protagonista), e membro della Società holmesiana “Gli Irregolari di Baker Street”, Estleman ha scritto gli apocrifi Sherlock Holmes contro Dracula (1978, Gargoyle 2008) e Lo strano caso del Dr Jekyll e Mr Holmes (1979, Gargoyle 2009), contrapponendo il più grande investigatore della fiction a quelli che definisce “i più famosi super-cattivi della letteratura vittoriana”: Dracula e Mr Hyde.

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E ancora:
La casa dei sette abbaini di Nathaniel Hawthorne
Il sapore della vendetta di Joe Abercrombie
e molto altro.
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