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sabato 11 gennaio 2014

RECENSIONE: La sciarpa (R. Bloch)


Non avrei dato 1 euro per questo libretto, uno di quelli con la copertina anni sessanta, un'edizione del 1989 con il prezzo ancora in lire sotto alla trama... Eppure l'ho letto volentieri, e ve lo dice una che non ama leggere degli "Horror", com'è classificato in copertina.
Ma per me non ha nulla di horror. "La Sciarpa" è il primo libro di Robert Bloch, il famoso autore di Psycho. La storia viene narrata in prima persona, e il protagonista è un aspirante scrittore, che riesce a sfondare nell'editoria scrivendo di ciò che conosce... le donne.
Ma la sua è un'infanzia terribile. Da studente viene "violentato" da un'insegnante, e per paura la uccide. Da quel momento vivrà una vita travagliata, con un rapporto strano e orrendo con il genere femminile.
La vecchia insegnante aveva regalato a lui una sciarpa, e questa fedele amica lo accompagnerà in ogni suo istante.
Quando il rapporto con una donna degenera, la sciarpa è la soluzione ideale. Stretta al collo della sfortunata, essa pone fine a problemi e guai.
Il protagonista è forse malato di mente? è un serial killer? o forse un normale scrittore con grossi problemi relazionali?
In realtà mi è piaciuto questo libro diverso dal solito. L'ho letto velocemente, grazie alla trama intrigante e alla fluidità del testo. Credo io possa definirlo un romanzo thriller e poliziesco, dove lo psicopatico crede che siano gli altri ad essere strani, ad avercela con lui.
La storia è inframezzata da quello che il protagonista scrive su un "taccuino nero", una specie di diario da adulto, dove lui scrive le sue divagazioni. Ma la protagonista principale è la sciarpa.

Citazione dal testo:

La sciarpa è un caro ricordo. Carissimo. Con lei ho strangolato tutte le donne della mia vita. Eppure le amavo, eppure non c'è niente del mostro in me... esternamente. Nella vita faccio lo scrittore. Voglio arrivare lontano, ma l'industria si è accorta del mio talento. Tra poco a Hollywood faranno un film dal mio primo romanzo e io dovrei dedicarlo alle donne. Loro, come dire?, mi aiutano a creare: se non le uccidessi non saprei cosa scrivere. Sono schizofrenico? Lascio a voi le etichette, ma da qualche parte ho un parente che si chiama Norman Bates. Solo che io sono peggio. Molto più cattivo. E stanotte è notte di caccia...

Robert Bloch

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