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domenica 2 marzo 2014

RECENSIONE: L'estate del cane nero (F. Carofiglio)


TRAMA:
Estate 1975. Nello scenario di una Puglia misteriosa, tra la campagna e il mare, quattro ragazzi vivono un'esperienza che segnerà per sempre le loro esistenze. Matteo Leoni, un tredicenne timido e riservato con la passione per la scrittura e la cugina Valentina, sua coetanea bella e intelligente, gli altri amici. L'estate scivola tra escursioni avventurose, corse in bicicletta, presenze inquietanti, bagni notturni, rocambolesche vicende familiari, amori sotterranei, risse e scoperte stupefacenti. Sullo sfondo la traccia misteriosa della foresta, compatta e scura, disegnata a rilievo sulla campagna. Come un cane nero, che corre. Poi arriva settembre, e segnerà la linea di confine, imprevedibile, che dividerà le loro vite.

Carofiglio racconta una storia sull'adolescenza e i suoi strascichi. Molto ben narrato, con una buona ambientazione anche se il soggetto, il passaggio all'età adulta, non è un'idea nuova.
L'autore ha uno stile ricercato e rasente alla sceneggiatura che non rende merito alle scene più toccanti del racconto, liquidate in poche righe.
Aldilà di questo, ci si affeziona ai personaggi, vien voglia di capirli, guidarli o farsi guidare. Non conoscevo "questo" Carofiglio; inizialmente ho temuto, dallo stile, di essere incappata in un vivace seguace del primo De Carlo. Solo temuto, fortunatamente. Interessante.

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