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domenica 24 agosto 2014

RECENSIONE: 1984 (G. Orwell)


Titolo: 1984
Autore: George Orwell
Editore: Mondadori
Collana: Oscar classici moderni
Pagine: 322 p.
Pubblicazione: 01/06/2002
ISBN: 9788804507451
Prezzo: 9,50 €

Trama:
L'azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l'anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c'è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un'esistenza "sovversiva". Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.

Recensione:
Ho comprato questo libro data la sua fama. Posso solo dire che sono sfinita. Ho fatto una grandissima fatica a leggerlo, e arrivare fino alla fine.
1984 (Nineteen Eighty-Four) è uno dei più celebri romanzi di George Orwell, pubblicato nel 1949 ma iniziato a scrivere nel 1948 (anno da cui deriva il titolo, ottenuto appunto dall'inversione delle ultime due cifre). È stato definito il romanzo distopico per eccellenza.
Io amo i distopici, da quando ne ho appresa l'esistenza, e ne ho letti un bel po'. Ma questo precursore del genere mi ha assestato duri colpi alla mia voglia di leggere.
In sé la storia è bella, e l'idea di questo sistema dittatoriale che annulla tutto e tutti era un avvenimento strabiliante per l'epoca nel quale è stato scritto.
Il romanzo è diviso in tre parti. Nella prima conosciamo il protagonista, anche se in realtà non riuscivo proprio a capire chi fosse, cosa pensasse davvero, e dove volesse andare a parare la storia.
La seconda parte diviene un po' più movimentata, quando lui conosce una collega e insieme cercano di combattere il partito. Questa è l'unica parte più carina, attiva, quasi fluida.
La terza parte è l'annientamento di tutto, piena di teorie politiche di questo partito che pretende di controllare tutto, anche la mente.
In sostanza quindi è un NO. Non ve lo consiglio.
L'ho trovato pesantissimo, non vedevo l'ora di finirlo perché non amo lasciare un libro a metà. Ma credo che il mio proposito di leggere "La fattoria degli animali" sfuma grazie alla scrittura intricata e non scorrevole dell'autore.

L'Autore:
George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair (Motihari, 25 giugno 1903 – Londra, 21 gennaio 1950), è stato un giornalista, saggista, scrittore e attivista britannico.
Conosciuto come opinionista politico e culturale, ma anche noto romanziere, Orwell è uno dei saggisti di lingua inglese più diffusamente apprezzati del XX secolo. Probabilmente è meglio noto per due romanzi scritti verso la fine della sua vita, negli anni quaranta: l'allegoria politica de La fattoria degli animali e 1984, che descrive una così vivida distopia totalitaria dall'aver dato luogo alla nascita dell'aggettivo «orwelliano», oggi ampiamente usato per descrivere meccanismi totalitari di controllo del pensiero.

Romanzi:

  • Senza un soldo a Parigi e Londra (Down and Out in Paris and London, 1933)
  • Giorni in Birmania (Burmese Days, 1934)
  • La figlia del reverendo (A Clergyman's Daughter, 1935)
  • Fiorirà l'aspidistra (Keep the Aspidistra flying, 1936)
  • La strada di Wigan Pier (The road to Wigan Pier, 1937)
  • Omaggio alla Catalogna (Homage to Catalonia, 1938)
  • Una boccata d'aria (Coming Up For Air, 1939)
  • La fattoria degli animali (Animal Farm, 1945)
  • 1984 (Nineteen Eighty-Four, 1948)
  • Una storia da fumoir (incompleto) (A Smoking-Room Story, 1949)


3 commenti:

  1. Anche io ho fatto molta fatica a terminarlo! Ho preferito di molto la Fattoria degli Animali. Tuttavia riconosco le innovazioni di Orwell e l'elaborazione di questo primo distopico :)

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  2. Finalmente qualcuno d'accordo con me! Ancora non sono riuscita a digerire questo libro. È veramente pesante e noioso. Si è stato l'innovatore del distopico, ma che noia!

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  3. Anche io non riesco a interrompere la lettura di un libro, anche se non mi piace... e questo libro è nella mia lista! Vedremo.

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