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lunedì 22 gennaio 2018

INTERVISTA: Marta Leandra Mandelli, scrittrice di Fantasy





Eccomi tornata ad intervistare nuovi autori, almeno per me, con nuove storie da raccontare e tanti libri nuovi da scoprire.

Ho incontrato Marta ad una sua presentazione al Mondadori vicino a casa. Era lì con il suo sorriso e suoi libri coloratissimi!



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Ecco le domande che le ho posto:

  1. Hai sempre voluto scrivere? Quando hai scelto di fare la scrittrice?
Il mio amore per i libri sbocciò in tenera età ed è andato in crescendo, ma non avrei mai pensato di fare la scrittrice. E poi, mi venne l’idea per la mia trilogia urban fantasy di esordio, Oltremondo (Petali di rosa e fili di ragnatela – L’orizzonte delle Dimensioni – Le regole del buio). Fu una vera e propria epifania, accompagnata da una delle mia canzoni preferite, Leave Out All the Rest dei Linkin’Park. Seppi subito che avrei scritto quella storia, che mi era letteralmente caduta tra le braccia, così come sapevo che sarebbe stata una trilogia. O, perlomeno, ci avrei provato: prima di quel fatidico momento avevo scritto soltanto la tesi di laurea, un lavoro enormemente più semplice rispetto alla stesura di un romanzo. Provai, mi intestardii, non mollai fino alla fine. Non ero sicura di riuscirci, ma non ebbe importanza. Forse, fu proprio quella incertezza a spronarmi. Infine, mi cimentai nella ricerca di un editore. Ora, a distanza di anni, con una collezione più o meno vasta di esperienze positive e negative, sto lavorando al mio settimo romanzo e posso dire di fare la scrittrice. 

  1. Che lavoro fai quando non scrivi?
Quando non faccio la scrittrice, lavoro con mio marito, che è architetto.

  1. Cosa ha cambiato nella tua vita, pubblicare un libro e essere letta?
Un libro è uno strumento di comunicazione: l’autore racconta una storia a lui cara e che, in un modo o nell’altro, parla di lui. Anche il modo in cui decide di raccontarla parla di lui, come ogni singola scelta all’interno della narrazione. Poi, la condivide con persone perlopiù sconosciute e si augura che tali sconosciuti siano il maggior numero possibile. Ogni lettore ha una reazione con la storia e con i suoi vari aspetti, che non sempre è quella che l’autore auspica o si aspetta. In altre parole, pubblicare ed essere letta mi ha cambiato tantissimo la vita: ogni volta, offro una parte di me in pasto al pubblico, che può apprezzarla oppure detestarla. Ho aperto profili sui social network, che prima non avevo, per aumentare la visibilità: molti lettori mi scrivono e mi seguono, restando in contatto per eventi e prossime uscite. È molto entusiasmante, ma devo anche fare i conti con il fatto che non ho alcun controllo. Ancora una volta, posso essere amata o disprezzata, compresa o fraintesa, lodata oppure infangata. Fa parte del gioco. Mi piacerebbe rivolgere questa domanda ad autori famosi, con decine di pubblicazioni alle spalle e anni di lavoro rivolto a un pubblico senza volto.  

  1. Com'è fare lo scrittore? Come organizzi le tue giornate?
Mr.Wonderful Quaderno: Superpoteri per avere grandi idee

Per fortuna, posso avere orari flessibili. Fare lo scrittore significa soprattutto trovare la determinazione ad andare avanti a scrivere, a dispetto della fatica e del tempo che richiede la stesura di un romanzo. In genere, il mio momento più produttivo è il pomeriggio, di mattina il mio “neurone creativo” ha il risveglio lento. Quando gli altri impegni della mia vita lo consentono, resto alzata fino a tardi, a scrivere, a rileggere o a lavorare al computer. Io scrivo a mano, con una stilografica su un quaderno che mi ispira; poi, riverso su pc. Ci vuole tempo, ma è un momento di revisione.



  1. Com'è il mondo editoriale? E davvero difficile inserirsi e farsi scegliere da un Editore?
Il mondo editoriale fa parte del mondo e ne ha tutti i vizi e le virtù. Quando non sei nessuno, ti considerano in pochi, proprio come in qualsiasi altro ambito. La vera sfida non è tanto quella di trovare un editore, ma quella di farsi leggere. Arrivare al pubblico: questo è lo scoglio, se si vuole continuare a scrivere e pubblicare.  

  1. Io amo il fantasy... è difficile scrivere di questo genere?
Non saprei! Come dico spesso, non sono io ad aver scelto di scrivere fantasy, è il fantasy ad aver scelto me per raccontare alcune storie. Sono una forte lettrice, ma non solo: sono una curiosa cronica e mi piace andare al cinema, alle mostre, viaggiare, guardarmi attorno, ascoltare gli aneddoti di persone che vivono vite diverse dalla mia; mi piace respirare l’aria aperta e scoprire i colori della natura; mi piace assaggiare cibi nuovi, anche se poi non mi piacciono, e così via. Tutto questo per dire che la creatività ha radici nell’inconscio e nutrire l’inconscio è fondamentale. Leggo molto fantasy, di tutti i generi. Quando lavoro a una storia, mi aiuta confrontarmi con autori che scrivono generi affini. 

  1. C'è un po' di te nelle storie e nei personaggi di cui scrivi?
Certo che sì, per le ragioni che spiegavo prima. Ogni scelta che compio parla inevitabilmente di me.

  1. Quali consigli puoi dare ad un aspirante scrittore?
Siate umili: nessuno è apprezzato senza riserve.
Leggete tanto: come potete pensare di scrivere senza leggere?
Avete voglia di “farvi il mazzo”? Se la risposta è no, avrete un problema nell’intraprendere la strada della scrittura.

  1. Cosa ne pensi di quei siti di scrittura, come 20lines & co.?
Non li conosco… sono un animale del giurassico e la mia passione è scrivere romanzi. Non ho tempo da dedicare ad attività che non nutrano la mia creatività o non siano finalizzate alla pubblicazione delle prossime storie. 

  1. Vuoi consigliarci dei libri a te cari?
Tra i miei autori fantasy preferiti ci sono Brandon Sanderson (le cui opere hanno ispirato il mio ultimo romanzo Waylock – i principi di Shirien), Anne Rice, Philip Pullman, Roger Zelazny e John Stephens. Il mio primo amore è stato Agatha Christie, di cui ho letto quasi tutto e centellino gli ultimi romanzi. Adoro Stephen King, credo che It sia uno dei più bei romanzi della seconda metà del Novecento ed è uno scandalo che non gli abbiano ancora conferito il Nobel per la letteratura. Tra i classici, ritengo imperdibili Cime Tempestose, Il ritratto di Dorian Grey, Cent’anni di solitudine, La divina commedia, Il maestro e Margherita, Siddharta, La coscienza di Zeno, I viaggi di Gulliver e poi chiudo qui, perché più ne elenco e più me ne vengono in mente!  

                                                   

Un grazie immenso a marta
e vi aspetto in libreria
per comprare i suoi romanzi!!!

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