venerdì 31 gennaio 2020

RECENSIONE: Al faro (Virginia Woolf)


Titolo: Al faro
Autore: Virginia Woolf
Editore: Mondadori
Uscita: 1994
Pagine: 211 pp.
Prezzo: 9,00 € copertina flessibile



Trama:
"Al Faro": questo il vero titolo del romanzo di Virginia Woolf che la nuova traduzione di Nadia Fusini riporta all'originaria bellezza. Romanzo sperimentale, intonato alla ricerca di libertà formale che accomuna i grandi scrittori di questo secolo, "Al faro" è un libro sulla memoria e l'infanzia; un'elegia alla luce che ha illuminato le figure della madre e del padre reali, che nel romanzo diventano il signore e la signora Ramsay. A tema è lo scontro tra il sì materno ("Si, andremo al faro") e il no paterno "no, al faro non si può andare"), come esso risuona nel cuore del figlio James, e nella mente della figlia Virginia, che a distanza di anni si misura, scrivendo, con la potenza di quei fantasmi. L'effetto è liberatorio. Prima, confessa l'autrice, "pensavo al babbo e alla mamma ogni giorni". Ora "li depone", li seppellisce. E' la sua catarsi.



Recensione:
Questo libro l'ho preso in scambio perché mi era stato consigliato da una mia amica libraia, che ama l'autrice. Così mi sono fidata e l'ho tenuto in libraria fino ad oggi, quando ho scelto di leggerlo per la Challenge a cui sto partecipando.
Ma...
si, c'è un ma. Ho odiato ogni singola parola scritta. Il modo di scrivere della Woolf sarà pure di un altro secolo, ma è orripilante. Periodi lunghissimi, divisi da mille virgole. Tanto che ti perdi il filo del discorso e non capisci più chi sta parlando, qual'è l'azione nel capitolo, cosa sta succedendo.
E' stata una lettura forzata e orribile. non ci sono altri aggettivi peggiori con i quali descriverla.
Tutto gira intorno all'organizzazione della gita a questo benedetto faro, ma i soggetti (quando si capisce chi sta pensando o parlando) sono spesso immobili sulla scena, oppure si aprono digressioni sulle vite di altri sconosciuti, si fa riferimento a qualcuno che ci si dimentica subito chi è e perché ne stiamo leggendo.
E' stato uno dei libri peggiori che io abbia mai letto grazie ad un consiglio. E siccome questo non lo faccio mai, continuerò a seguire il mio istinto e a stare alla larga da certi "romanzi classici" tanto osannati quanto noiosi.




L'Autrice:
Adeline Virginia Woolf, nata Stephen, nota semplicemente come Virginia Woolf (Londra25 gennaio 1882 – Rodmell28 marzo 1941), è stata una scrittricesaggista e attivista britannica.

La firma autografa dell'autrice
Considerata come una delle principali figure della letteratura del XX secolo, attivamente impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi, fu, assieme al marito, militante del fabianesimo. Nel periodo fra le due guerre fu membro del Bloomsbury Group e figura di rilievo nell'ambiente letterario londinese.
Le sue opere più famose comprendono i romanzi La signora Dalloway (1925), Gita al faro (1927) e Orlando (1928). Tra le opere di saggistica emergono Il lettore comune (1925) e Una stanza tutta per sé (1929); in quest'ultima opera compare la celebre citazione: «Una donna deve avere denaro, cibo adeguato e una stanza tutta per sé se vuole scrivere romanzi.»
I suoi lavori sono stati tradotti in oltre cinquanta lingue.


#Challengejukebook2.0

1 commento:

  1. Ciao, complimenti per il tuo angolino ricco di spunti e da oggi mi sono unita tra i tuoi lettori fissi...
    Io non sono riuscita a terminarlo per le stesse motivazioni che citi: perdevo il filo. L'anno scorso l'avevo preso in prestito dalla biblioteca per recensirlo nel mio blog ma ho fallito. Vorrei ritentare in un altro momento, ma il dubbio se riuscirò a terminarlo c'è sempre perché il testo è complesso.
    Buona domenica.

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