Trama:
Recensione:
In Una donna, Annie Ernaux compie uno dei gesti più difficili della scrittura autobiografica: restituire alla madre una voce, una presenza e un destino, senza idealizzazioni e senza risentimenti, ma con una lucidità che commuove proprio perché è priva di retorica.
Il libro ripercorre la vita di una donna comune – madre, lavoratrice, figlia del suo tempo – segnata da povertà, sacrifici e desiderio di riscatto sociale. Ernaux racconta la trasformazione della madre nel corso degli anni, dall’energia vivace della giovinezza alla fragilità della malattia, fino all’inevitabile perdita. Non c’è compiacimento nel dolore, ma un’indagine sul legame madre-figlia, su ciò che resta e su ciò che non si è mai detto.
Lo stile è essenziale, asciutto, quasi chirurgico: ogni frase pesa, ogni parola sembra misurata. Proprio in questa scrittura spoglia risiede la forza emotiva del libro: Ernaux non chiede pietà al lettore, ma lo invita a riconoscere nei gesti minimi di una vita ordinaria tutto il valore di una storia umana.
Una donna è un ritratto breve ma intensissimo, che parla di memoria, di identità, di distanza sociale e culturale tra generazioni. È anche un modo per interrogarsi su come i genitori continuino a vivere dentro di noi, trasformati in parole.
Un libro sobrio, diretto, profondamente vero: si legge in poche ore, ma resta a lungo, come un dialogo che continua, silenzioso, dopo l’ultima pagina.
L'Autrice:
Annie Ernaux è nata a Lillebonne nel 1940 ed è una delle voci più autorevoli del panorama culturale francese. Studiata e pubblicata in tutto il mondo, nei suoi libri ha reinventato i modi e le possibilità dell'autobiografia, trasformando il racconto della propria vita in acuminato strumento di indagine sociale, politica ed esistenziale. Considerata un classico contemporaneo, è amata da generazioni di lettrici e lettori. Nel 2022 è stata insignita del Premio Nobel per la Letteratura.

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